Sono una persona incasinata, ma di quelle proprio incasinate dentro. Oggi vedo un mondo giallo, domani rosso e dopodomani ceruleo (perché si sa, che malgrado tutto noi donne cogliamo sempre e comunque le sfumature). Però la mia borsa DEVE essere ordinata. Organizzata. Riservata.Forse è come una sorta di riscatto. Un contrappasso dantesco secondo cui sono incasinata nella vita ma nella borsa una precisetta anche un po’ antipatica.

Ogni tanto rifletto su chi riesce a organizzare la propria borsa e la propria vita catalogando tutto in ordine dalla A alla Z. Sai quelle che hanno sempre i fazzolettini da naso? Lo ammetto, le invidio… sarebbe tutto così semplice. Nei miei buoni propositi settembrini è decennale la presenza della casella mai spuntata che fa riferimento all’ordine. Poi però succede come per le diete dell’anno nuovo, o per i lavori di casa procrastinati al lunedì. Io non sono una che cataloga, né in senso stretto né tanto meno in senso figurato. Nella A di Amore infatti metto sempre anche un pizzico della rotonda ma spigolosa R di Rabbia, la P di Passione mi travolge, e la V di Viaggio è accompagnata dolcemente dalla S di Solitudine. Non conosco proprio il modo di semplificare, piuttosto amplifico. Se nella mia borsa non ci fossero le tasche non troverei nulla: questi piccoli interspazi segreti e rendono ordinato anche ciò che non lo è. Mi permettono di dividere tutto quello che probabilmente avrei buttato così, un po’ a caso.

Comunque nel chiassoso frastuono della mia disorganizzata vita ho imparato a sguazzare piuttosto bene. Una lettera che mi piace è la C. La C di Confusione, ma anche di Certezza. Perché nella confusione è racchiuso tutto: il Caos è il vero ordine e forza centripeta che smuove la mia voglia di vivere. Ma è anche la Certezza di una scelta che ho fatto consapevolmente tanti anni fa: quella di accettarmi così come sono, dannatamente imperfetta e incasinata, ma con una borsa impeccabile.